Chi siamo:
Siamo un gruppo di credenti nati di nuovo intorno ai primi anni ‘90, in quella che fu un’opera importante sorta in quel periodo nel marsalese.
Siamo testimoni della nascita, crescita, scissione e ramificazione di un’opera nata con l’entusiasmo e la gioia di testimoniare al mondo che Gesù è il Signore e in Lui solo è la salvezza.
Tralasciando i trascorsi, oggi con la stessa gioia e determinazione vogliamo continuare così per come siamo stati chiamati ad occuparci delle cose inerenti al Regno dei Cieli senza andare dietro a tutte quelle “nuove cose” che gradualmente sono state inserite un po' in tutte le realtà evangeliche.
Siamo testimoni della nascita, crescita, scissione e ramificazione di un’opera nata con l’entusiasmo e la gioia di testimoniare al mondo che Gesù è il Signore e in Lui solo è la salvezza.
Tralasciando i trascorsi, oggi con la stessa gioia e determinazione vogliamo continuare così per come siamo stati chiamati ad occuparci delle cose inerenti al Regno dei Cieli senza andare dietro a tutte quelle “nuove cose” che gradualmente sono state inserite un po' in tutte le realtà evangeliche.
In cosa crediamo:
La Bibbia è la Parola di Dio
Unica nostra fonte di guida e autorità, infallibile ed autorevole riguardo tutti gli aspetti della fede e della pratica, crediamo nella sua canonicità nei seguenti libri: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio, Giudici, Ruth, I Samuele, II Samuele, I Re, II Re, I Cronache, II Cronache, Esdra Neemia, Ester, Giobbe, Salmi, Proverbi, Ecclesiaste, Cantico dei Cantici, Isaia, Geremia, Lamentazioni, Ezechiele, Daniele, Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Nahum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia, Matteo, Marco, Luca, Giovanni, Atti degli Apostoli, Romani, I Corinzi, II Corinzi, Galati, Efesini, Filippesi, Colossesi, I Tessalonicesi, II Tessalonicesi, I Timoteo, II Timoteo, Tito, Filemone, Ebrei, Giacomo, I Pietro, II Pietro, I Giovanni, II Giovanni, III Giovanni, Giuda, Apocalisse.
- 2Timoteo 3:15-17 E che fin da bambino hai avuto conoscenza delle sacre Scritture, le quali possono darti la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù. Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
- 1Tessalonicesi 2:13 Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l'accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete.
La Trinità
Crediamo in un unico e vivente Dio, nella cui essenza vi sono tre persone: il Padre, il Figlio, e lo Spirito Santo, e queste tre non sono che un unico Dio, lo stesso in essenza, uguale in potere e gloria.
- Matteo 28:19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
- Giovanni 15:26 Quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me
- 2 Corinzi 13:13 La grazia del Signore Gesù cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi. Amen.
- 1 Pietro 1:2 Eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, a ubbidire e a essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate.
Il peccato
Tutti gli uomini sono sotto peccato avendo ereditato questa natura dal primo Adamo, per questo motivo privi della gloria di Dio, da Lui separati e destinati alla dannazione eterna.
- Romani 5:12 Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato.
- Romani 3:23 Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.
- Luca 13:27-28 Ed Egli dirà: “Io vi dico che non so da dove venite. Allontanatevi da me, voi tutti malfattori. La ci sarà il pianto e lo stridor di denti, quando vedrete Abraamo, Isacco, Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi ne sarete buttati fuori.
Gesù Cristo il Signore e Salvatore
Gesù Cristo è l’eterno Figlio di Dio, tramite la sua vita perfetta e la sua morte sacrificale ha sconfitto il peccato. Coloro che ripongono la propria fede in Lui, lo accettano come Signore e Salvatore e mettono in pratica i Suoi comandamenti ricevono la grazia salvifica che li riconcilia al Padre.
- Marco 9:7 Poi venne una nuvola che li coprì con la sua ombra; e dalla nuvola una voce: «Questo è il mio diletto Figlio; ascoltatelo!»
- 1Timoteo 2:5-6 Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato sé stesso come prezzo di riscatto per tutti
- Romani 3:22-24 Vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono. Infatti non c’è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù
Battesimo in acqua
Il battesimo in acqua per immersione è un’ordinanza istituita da Gesù, viene amministrato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo a tutti coloro che accettano Gesù come proprio Signore e Salvatore. È inteso essere segno per la persona battezzata, della sua comunione con Lui, nella Sua morte, sepoltura e risurrezione, e del suo essere innestato in Lui, di remissione dei peccati, e di essersi affidato a Dio in Gesù Cristo, per vivere e camminare in novità di vita.
- Matteo 28:19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo.
- Romani 6:3 Ignorate voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte?
- Colossesi 2:12 ...essendo stati sepolti con lui nel battesimo, in lui siete anche stati insieme risuscitati, mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti.
- Galati 3:27 Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo
- 1 Pietro 3:21 Quest’acqua era figura del battesimo (che non è eliminazione di sporcizia dal corpo, ma la richiesta di una buona coscienza verso Dio). Esso ora salva anche voi mediante la resurrezione di Gesù
La Cena del Signore
La Santa Cena è un’ordinanza istituita da Gesù, attraverso il pane e il vino ricordiamo la morte e la resurrezione del Signore. Ci si accosta degnamente alla Cena del Signore attraverso l’esame personale per vedere se ci si riconosce nel corpo del Signore, se si ha fede per nutrirsi di Lui, se c’è stato ravvedimento, se si possiede amore; altrimenti, manchevoli anche di un solo requisito, si mangerebbe e si berrebbe un giudizio su sé stessi. Coloro che degnamente la ricevono hanno per fede comunione con il Suo corpo e con il Suo sangue, ricevendone nutrimento spirituale e crescita nella grazia.
- 1Co. 11:23-25 E dopo aver reso grazie lo spezzò e disse: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me». Parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me». Perché ogni volta che voi mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga.
- 1Co. 10:16 Il calice della benedizione, che noi benediciamo, non è forse la partecipazione al sangue di Cristo? Il pane che noi rompiamo, non è forse partecipazione con il corpo di Cristo?
- 1Co. 11:28-29 "Ora ognuno esamini sé stesso, e così mangi del pane e beva del calice, poiché chi mangia e beve indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore.
- 1Co. 11:18-20 Prima di tutto, perché sento dire che quando vi riunite in assemblea vi sono fra voi delle divisioni... Quando dunque vi riunite insieme, quello che fate non è mangiare la cena del Signore.
- 1Co. 11:27 Perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, mangia e beve un giudizio contro sé stesso non discernendo il corpo del Signore.
Battesimo in Spirito Santo
Crediamo nel battesimo in Spirito Santo perché promesso da Gesù e manifestatosi poco dopo la Sua Ascensione. Nella manifestazione dei doni carismatici come conseguenza al battesimo e segno di nuova nascita.
- Gv. 15:26 Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me
- At.10:44-46 Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio.
- 1Co. 12:4-7 Ora vi è diversità di doni, ma vi è un medesimo Spirito. Vi è diversità di ministeri, ma non v'è che un medesimo Signore. Vi è varietà di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti. Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune.
- Ga 5:22 Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo.
In cosa non crediamo
L’amore di Dio non è una licenza per il peccato
Nel linguaggio cristiano si parla spesso dell’amore di Dio e della Sua grazia, ma non sempre questi temi vengono compresi nel loro significato biblico. In alcuni casi, l’amore di Dio viene presentato come una sorta di accettazione incondizionata che non richiede alcun cambiamento di vita. Questa visione, però, rischia di trasformare la grazia in un alibi spirituale, separandola dalla giustizia di Dio.
L’apostolo Paolo affronta direttamente questo equivoco in Romani 6, ponendo una domanda provocatoria: «Continueremo a peccare affinché la grazia abbondi?» (Ro. 6:1). La sua risposta è chiara e senza ambiguità: «No di certo!» La grazia di Dio non solo perdona il peccato, ma libera dal dominio del peccato e conduce a una vita nuova in Cristo.
Anche l’epistola di Giuda mette in guardia la chiesa contro chi «trasforma la grazia del nostro Dio in dissolutezza» (Gd. 4). Qui la grazia viene usata come giustificazione per vivere senza obbedienza, svuotando il messaggio del Vangelo della sua potenza trasformante.
Al contrario, la Scrittura insegna che la grazia ha uno scopo ben preciso. In Tito 2:11–12 leggiamo che «la grazia di Dio… ci insegna a rinunciare all’empietà e ai desideri mondani, e a vivere in modo sobrio, giusto e pio». La grazia non è solo il punto di partenza della fede cristiana, ma anche il mezzo attraverso cui Dio forma il carattere del credente.
Per questo, l’amore di Dio non può essere separato dalla Sua giustizia. Dio ama profondamente, ma il Suo amore non ci lascia come siamo: ci chiama al ravvedimento, alla santificazione e a una vita che rifletta Cristo. Comprendere correttamente la grazia significa riconoscere che l’amore di Dio non è una licenza per il peccato, ma una potenza che trasforma e rinnova.
Perché diciamo no al divorzio:
Il matrimonio è un dono da proteggere, quando Dio crea l’uomo e la donna, li affida l’uno all’altra come dono definitivo:
«I due saranno una sola carne» (Ge. 2:24)
Dire no al divorzio significa credere che l’amore, con l’aiuto di Dio, può attraversare le crisi e maturare, anche quando è provato dalla fatica e da tutte le influenze e seduzioni esterne.
Gesù riconosce che il fallimento esiste:
«Per la durezza del vostro cuore…» (Mt. 19:8)
Ma non si ferma al fallimento. Egli invita a non arrendersi subito alla rottura, perché spesso il divorzio non guarisce il dolore, ma lo sposta e lo moltiplica, soprattutto nei figli e nelle persone più fragili.
Il divorzio non è una soluzione, ma una ferita, la Scrittura usa parole forti:
«Io odio il ripudio» (Ml. 2:16)
È un male che genera altro male, una ferita che chiede cura, non una meta da raggiungere.
L’Apostolo Paolo ricorda che l’amore di Cristo per la chiesa riflette quello del matrimonio:
«Mariti, amate le vostri mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei» (Ef. 5:25)
Cristo non “divorzia” dalla sua Chiesa, nemmeno quando essa è infedele.
Dire no al divorzio significa custodire un segno di speranza: che l’amore fedele è possibile, che il perdono può essere più forte dell’errore.
La Chiesa sa che non tutte le storie finiscono come si sperava. Per questo non esclude, non condanna, non umilia.
«Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato» (Sl. 34:19)
Dire no al divorzio non significa chiudere la porta, ma tenere aperta la strada della guarigione, della riconciliazione possibile, del disegno di Dio per la felicità nelle famiglie.
Il no al divorzio è un sì all’amore che resiste è un invito a non rinunciare troppo presto è una scelta a favore delle persone più fragili è un annuncio di speranza, non una condanna.
Il Vangelo non è una promessa di ricchezza
“Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia” (Mt. 6:33)
Viviamo in un mondo che misura tutto in termini di successo, benessere e risultati. A volte anche la fede rischia di essere vissuta così: credere per ottenere, pregare per avere, donare per guadagnare.
Ma il Vangelo non è una formula per stare meglio: è una chiamata a seguire Gesù.
Dio non è un mezzo, è il fine, Gesù non dice: “Cercate prima le benedizioni”, ma “cercate il Regno di Dio”.Ma il Vangelo non è una formula per stare meglio: è una chiamata a seguire Gesù.
Quando Dio diventa un mezzo per ottenere sicurezza o prosperità, non è più Dio, ma uno strumento.
La fede autentica nasce dall’amore, non dall’interesse.
Gesù non ha promesso una vita facile. Ha detto:La fede autentica nasce dall’amore, non dall’interesse.
“Chi vuole venire dietro a me, prenda la sua croce” (Mc. 8:34).
La sofferenza non è segno di fallimento spirituale. Anche i giusti soffrono. Anche Gesù ha sofferto.
La fede non ci toglie il dolore, ma ci impedisce di esserne schiacciati.
La Bibbia non condanna il possesso, ma l’attaccamento.La sofferenza non è segno di fallimento spirituale. Anche i giusti soffrono. Anche Gesù ha sofferto.
La fede non ci toglie il dolore, ma ci impedisce di esserne schiacciati.
Gesù avverte: “Non potete servire Dio e il denaro”.
Il problema non è ciò che abbiamo nelle mani, ma ciò che domina il cuore.
Il Vangelo ci invita a dare gratuitamente, come gratuitamente abbiamo ricevuto.Il problema non è ciò che abbiamo nelle mani, ma ciò che domina il cuore.
Quando la carità diventa un investimento, non è più carità.
Dio non si compra. Dio si ama.
Dio non si compra. Dio si ama.
La questione del ministero femminile non nasce da una svalutazione della donna, ma dal desiderio di rimanere fedeli alla Scrittura così come viene compresa nel suo insieme.
Dio ha stabilito un ordine nella creazione, nel quale all’uomo è affidata una responsabilità particolare di guida e di cura, e alla donna un ruolo complementare, altrettanto necessario e prezioso. Questo ordine non è visto come una conseguenza del peccato, ma come parte del disegno originario di Dio, precedente alla caduta.
Nel Nuovo Testamento, l’apostolo Paolo affronta direttamente il tema dell’insegnamento e dell’autorità nella chiesa. In 1 Timoteo 2 afferma di non permettere alla donna di insegnare o di esercitare autorità sull’uomo, motivando questa indicazione non con problemi locali o culturali, ma con riferimenti alla creazione di Adamo ed Eva, norma valida per tutte le chiese e per ogni tempo.
Allo stesso modo, quando Paolo descrive i requisiti per pastori e anziani, parla di uomini chiamati a guidare la comunità, con la capacità di insegnare e di custodire la sana dottrina. I ministeri vengono affidati agli uomini, non perché più esperti, ma per fedeltà al modello biblico.
Questo non significa che le donne siano escluse dal ministero. Al contrario, la Scrittura incoraggia un ampio e fondamentale servizio femminile: nell’evangelizzazione, nella preghiera, nella profezia, nell’insegnamento ad altre donne e ai bambini, nella diaconia e nell’opera missionaria.
Senza il contributo delle donne, la chiesa sarebbe incompleta e impoverita.
La Bibbia invita a vedere i ruoli non come una gerarchia di valore, ma come una diversità di chiamate. Così come nella Trinità vi è uguaglianza di natura ma distinzione di ruoli, allo stesso modo nella chiesa l’unità si esprime attraverso la complementarità.
Luca 18:8
"Ma quando il figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?"
Quale fede viviamo oggi? E' davvero uguale alla stessa predicata nei vangeli? Oppure nel tempo è stata mutata? E da Chi?
Eppure la Scrittura ci avvisa...