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Parlare in altre lingue
1Corinzi 14:23Quando
dunque tutta la chiesa si riunisce, se tutti parlano in
altre lingue ed entrano degli estranei o dei non
credenti, non diranno che siete pazzi?
In questo mio commento non intento
parlare sulla manifestazione del battesimo dello Spirito
Santo ma, il parlare nelle adunanze in altre lingue.
Quello che desidero evidenziare in questo tema è,
l’ordine del culto nelle adunanze.
Il parlare in altre lingue nei nostri
culti pubblici è stato sempre oggetto di discussioni e
critiche di chi non condivide il parlare in altre
lingue.
Le domande sorte dai diversi critici è la
seguente: E’ importante parlare in altre lingue? La mia
risposta è affermativa. E’ biblico parlare in altre
lingue? La mia risposta è SI! Alcuni affermano che le
lingue sono cessate basandosi su
1Corinzi
13:8 …Le profezie verranno abolite; le lingue
cesseranno; e la conoscenza verrà abolita;
per alcuni il versetto successivo non viene menzionato
cioè: 1Corinzi 13:10 ma quando
la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte,
sarà abolito.
E’ già
venuta la perfezione? Decisamente NO!
Il mio
intento come ho scritto all’inizio non è parlare neanche
sul fatto se le lingue sono cessate o meno ma il parlare
in lingue nell’adunanza.
Personalmente sono una persona che piace molto pregare o
parlare in lingue nella mia preghiera o adorazione
privata o al massimo nelle riunioni in casa solo ed
esclusivamente tra credenti battezzati nello Spirito
Santo.
Parlare
in lingue nelle nostre adunanze, personalmente lo trovo
inopportuno in riferimento quanto abbiamo letto in capo
nel versetto 23 Quando dunque tutta la chiesa si riunisce, se tutti
parlano in altre lingue ed entrano degli estranei o dei
non credenti, non diranno che siete pazzi?
Voglio precisare che sono un pentecostale
però, mi sono sempre chiesto il perché la maggioranza
delle chiese… sorvola il versetto 23? Certamente non è
solo questo versetto che ci parla sull’ordine del culto
bensì altri consigli sempre dallo stesso Paolo.
Sembra che nella chiesa di Corinto c’era
la stessa enfasi o meglio dire (consentitemi la battuta)
disordine che si riscontra ancora oggi nella maggioranza
delle chiese dove viene praticato il parlare in lingue
in assemblea.
Credo che, essi avevano la stessa
convinzione che hanno la fratellanza di oggi cioè
l’episodio del battesimo nello Spirito Santo nel giorno
della pentecoste RIF. Atti degli Apostoli cap. 2. Devo
dire che l’episodio del giorno della pentecoste è stato
un episodio particolare che non ha niente a che vedere
con quello che viene praticato come abitudine nelle
adunanze…
1Corinzi 14:28 Se non vi è chi
interpreti, tacciano nell'assemblea e parlino a sé
stessi e a Dio.
Da questo versetto si può notare che
l’apostolo Paolo non è contrario a parlare in lingue in
assemblea ma… solo quando c’è qualcuno che interpreti,
quindi in mancanza di ciò bisogna parlare a se stessi e
a Dio. In questo caso chi deve parlare in lingue ad alta
voce, sembra che non sia tutta l’assemblea ma chi ha il
dono delle lingue perché l’interpretazione è data a chi
ha il dono dell’interpretazione, tanto è vero che nel
versetto precedente dello stesso capitolo cioè
1Corinzi 14:27
dice: Se c'è chi parla in altra lingua, siano due o
tre al massimo a farlo, e l'uno dopo l'altro, e qualcuno
interpreti.
Già possiamo notare che non tutti insieme
parlano in lingue ma uno dopo
l’altro!
Quindi ribadisco che, tutti possono
parlare in altre lingue se lo fanno sotto voce a tal
punto che neanche chi sta al nostro fianco deve sentire.
RIF. 1Corinzi 14:39 Pertanto,
fratelli, desiderate il profetare, e non impedite il
parlare in altre lingue;
1Corinzi 14:40
ma ogni cosa sia fatta con dignità e con
ordine.
E’ necessario comprendere che Dio è, Dio
di ordine (1Corinzi
14:33 perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace)
e quindi non ama il disordine nella sua chiesa, infatti
l’Apostolo sta cercando di far comprendere l’equilibrio
che dobbiamo adottare per non fare vituperare il nome
del nostro Signore. Qualcuno può chiedere: parlare in
lingue è fare vituperare il nome di Dio? Io rispondo di
SI! e sono certo che Paolo risponde con un
affermato SI! perché egli lo ha menzionato nel
versetto che abbiamo letto (…ed entrano degli
estranei o dei non credenti, non diranno che siete
pazzi) Qualcuno dirà ma anche i centoventi dell’alto
solaio sono stati presi per pazzi e ubriachi di vino
dolce. Certo è vero ma, altre si è vero che ci sono
stati altri che hanno smentito questa affermazione
rispondendo: li udiamo parlare delle grandi cose di
Dio nelle nostre lingue». Atti 2:11.
Quando è lo Spirito Santo a muoversi
nessuno può mettere in discussione le sue meraviglie ma,
quando siamo noi esseri mortali allora si che c’è il
rischio di essere messi in discussione.
Ritornando all’Apostolo Paolo lui
afferma:
1Corinzi
14:6
Dunque, fratelli, se io venissi a voi parlando in
altre lingue, che vi servirebbe se la mia parola non vi
recasse qualche rivelazione, o qualche conoscenza, o
qualche profezia, o qualche insegnamento? Aggiunge
pure sempre in
1Corinzi
14:18
Io ringrazio Dio che parlo in altre lingue più di
tutti voi; 1Corinzi 14:19
ma nella chiesa preferisco dire cinque
parole intelligibili per istruire anche gli altri, che
dirne diecimila in altra lingua.
Da questo viene messo in rilevanza
l’equilibrio che assume l’Apostolo Paolo nell’usare i
doni di Dio.
Oggi purtroppo sta andando di moda in
certe chiese il così detto parlare in lingue “pilotate”
dal pastore. Che significa questa ultima mia
espressione?
In certe chiese mentre è il tempo della
lode e adorazione prima o dopo la predicazione, ad un
certo punto il pastore da ordine di alzare la voce e
invita tutti a parlare in altre lingue.
Ecco cosa dice il pastore: ADESSO PARLATE
O PREGATE TUTTI IN ALTRE LINGUE AD ALTA VOCE! Quanto
ritiene opportuno dice: ADESSO PREGATE NELLA VOSTRA
LINGUA E NON PIU’ IN ALTRE LINGUE! Carissimi, Lo Spirito
Santo non si può pilotare ne tanto più il credente va
pilotato. Quando lo Spirito Santo si è fatto sentire
molto forte nell’adunanza, mi è capitato di parlare in
lingue però… a bassissima voce.
Carissimi il parlare in lingue non è una
esercitazione ne una pratica abitudinaria da poter
essere praticata con disinvoltura, ma un qualcosa che
esce dal proprio cuore quando si sente la potenza sopra
naturale dello Spirito Santo. E’ come dire a un gruppo
di persone: ADESSO PIANGETE QUANDO VE LO ORDINO IO! Se
non c’è la causa per cui piangere sarebbe soltanto una
recita.
Se non c’è la vera unzione o presenza
dello Spirito Santo parlare in lingue sarebbe solo una
recita, consentitemi l’espressione SAREBBE SOLO UNA
BEFFA CONTRO LO SPIRITO SANTO.
Concludo dicendo: Impariamo a comportarci
quando ci troviamo davanti alla presenza di Dio con
riverenza, equilibrio, e ordine per vedere lo Spirito
Santo muoversi dentro e nel mezzo di noi.
Eliseo Paterniti |