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Proverbi 3:1-2  Figlio mio, non dimenticare il mio insegnamento,  perché ti procureranno lunghi giorni,

 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

L'immunità ministeriale

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Da diversi anni ormai si convive con una situazione politica molto dolorosa dove, personaggi corrotti continuano a governare le nazioni approfittando dell’immunità parlamentare.

Con immenso dolore si riscontra in questi ultimi tempi che tale attitudine viene adottata molto spesso nelle chiese, ministri che insegnano alle chiese locali che il pastore è l’unto di Dio quindi non deve essere “toccato” anche se sta sbagliando, come dire una specie di immunità ministeriale. Spesso citano il versetto di 1 Samuele 24:6 Davide disse alla gente: «Mi guardi il SIGNORE dall'agire contro il mio re, che è l'unto del SIGNORE, e dal mettergli le mani addosso; poiché egli è l'unto del SIGNORE».

Purtroppo non evidenziano i versetti antecedenti quando Saul ha disubbidito all’Eterno. Samuele Si è espresso in questo modo: 1Samuele 13:13 Rispose Samuele a Saul: «Hai agito da stolto, non osservando il comando che il Signore Dio tuo ti aveva imposto, perché in questa occasione il Signore avrebbe reso stabile il tuo regno su Israele per sempre.

1Samuele 13:14 Ora invece il tuo regno non durerà. Il Signore si è già scelto un uomo secondo il suo cuore e lo costituirà capo del suo popolo, perché tu non hai osservato quanto ti aveva comandato il Signore». Qualcuno dopo aver letto insieme a me i versetti di 1 Samuele 13:13-14, dirà: Dio si e’ usato dei profeti, nel caso di Saul del profeta Samuele non era una semplice persona del popolo. Devo dare atto che questo è vero, altresì è vero che allora non esisteva la Bibbia scritta come oggi quindi, Dio si usava per parlare tramite la bocca dei profeti. Oggi noi abbiamo la Bibbia e quindi a traverso di essa possiamo discernere quale è, il bene e il male. Mediante la Bibbia, possiamo sapere come dobbiamo comportarci, quindi chi non si attiene alla Bibbia, chiunque ha il dovere di richiamare all’attenzione chi sta infrangendo le parola di Dio. Non c’è bisogno avere una certa carica nella chiesa per richiamare e ammonire chi sta sbagliando. Come è vero che Samuele non giudicò ma riferì quello che Dio gli aveva detto di dire, oggi qualsiasi cristiano al di la della posizione d’incarico comunitario non deve giudicare ma mettere in evidenza al fratello che sta camminando non in comunione con la parola di Dio di riferire o meglio, ricordare l’ammonimento della parola di Dio.

Che significa i versetti 13 e 14 che abbiamo sopra letti?  DA QUEL MOMENTO PER DIO NON ERA PIU’ SAUL IL RE D’ISRAELE quindi non era più l’unto di Dio, egli lo ha lasciato solo a se stesso tanto è vero che Saul fece tutto quello che dispiacque a Dio. Nonostante le scritture non danno nessun cenno, (a mio parere personale) sembra però che Davide non sapesse che Dio aveva tolto il regno a Saul, per questa ragione Davide si espresse come abbiamo letto in 1 Samuele 24:7. Non dobbiamo dimenticare che lui comunque portava rispetto ai membri della famiglia, Saul era suo suocero e quindi comunque non gli avrebbe fatto nessun male, inoltre pur sapendo che egli era stato scelto da Dio come nuovo Re d’Israele non sembra che avesse tutta la premura a fare qualsiasi azione per prendere la posizione di Saul. Davide voleva aspettare i tempi di Dio.

Ripeto, spesso si sente dire: Stai attento come parli del pastore … perché è l’unto dell’Eterno e ministro di Dio. Se sbaglia lui deve rendere conto a Dio ma, tu non permetterti di giudicarlo o contrastarlo!

Dobbiamo dire che è stata seminata nella mente dei credenti una certa paura  intimidazione e soggezione usando espressioni e testi biblici inappropriati, nel fra tempo alcuni possono agire indisturbati permettendo alla corruzione e ai compromessi di avanzare.

Analizzando il versetto di 1 Samuele 24:6 Davide in quella circostanza alcuni suoi servitori gli avevano detto: «Ecco il giorno in cui il Signore ti dice: (1 Samuele 24:5) In realtà non sappiamo se questa espressione fatta dai servi di Davide era veramente una loro sensazione frutto dai loro sentimenti di ripugnanza nei confronti di Saul oppure era veramente Dio che stava parlando. Tuttavia sappiamo che, nessuno degli Israeliti si permetteva di nominare il nome di Dio invano, ne tanto più portare messaggi nel nome dell’Eterno se egli veramente non aveva parlato perché Dio li uccideva. leggiamo il versetto successivo: Vedi, metto nelle tue mani il tuo nemico, trattalo come vuoi» Sulla base di quanto leggiamo Davide era autorizzato da Dio a uccidere o risparmiare Saul. Nonostante Davide fu invitato a fare quello che avevano suggerito i suoi servi lui si rifiutò.

Ritornando nel tema dei ministri in modo particolare dei pastori, i versetti di 1Samuele che abbiamo appena analizzati, non sono assolutamente abbinabili. Nessuno si permetterebbe mai di fare alcun male ai pastori o ministri ne tanto più ucciderli.

La parola di Dio ci invita solamente di ammonire chi si comporta disordinatamente chi non ha un’attitudine degna di veri credenti al di la se sono semplici membri di chiesa oppure ministri e pastori.

E’ vero dobbiamo sottolineare che si deve portare rispetto chi si affatica nell’opera di Dio, chi si adopera per la conduzione della chiesa, chi si adopera per l’insegnamento della parola, altresì è vero chi ha un’attitudine non consone alla parola di Dio deve essere ammonito per la buona testimonianza del vangelo e della chiesa.

Analizziamo insieme 1Tessalonicesi 5:12 Fratelli, vi preghiamo di aver riguardo per coloro che faticano in mezzo a voi, che vi sono preposti nel Signore e vi istruiscono Paolo si rivolge in questa sua lettera alla chiesa di Tessalonica a tutti nessuno escluso, continuiamo con la lettura in 1Tessalonicesi 5:13 e di tenerli in grande stima e di amarli a motivo della loro opera. Vivete in pace tra di voi. Credo che ci sia poco da meditare su questo versetto vediamo il successivo 1Tessalonicesi 5:14 Vi esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, a essere pazienti con tutti. Se fate caso In quest’ultimo versetto Paolo non si rivolge ai pastori o ministri, anzi continua a rivolgersi alla fratellanza compreso certamente ministri e pastori di ammonire i disordinati. Cosa significa questo?

Qualunque fratello timorato da Dio che sia un ministro o un semplice membro di chiesa, se nota un comportamento disordinato non consone alla parola di Dio, quest’ultimo è autorizzato a prendere dei provvedimenti di ammonimento sia sul semplice fratello, sia su un ministro o pastore senza avere paura di essere punito da Dio per aver richiamato il “ ministro” o “l’unto di Dio”

Dobbiamo comunque fare attenzione di osservare delle procedure comandate da Gesù Matteo 18:15 «Se tuo fratello ha peccato contro di te, va' e convincilo fra te e lui solo. Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello;

Matteo 18:16 ma, se non ti ascolta, prendi con te ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni.

Matteo 18:17 Se rifiuta d'ascoltarli, dillo alla chiesa; e, se rifiuta d'ascoltare anche la chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano.

Queste parole espresse da Gesù, ci comandano prima di rendere pubblico il comportamento non sano del fratello che, si deve passare tramite le due fasi. la prima è: va' e convincilo fra te e lui solo il secondo è. se non ti ascolta, prendi con te ancora una o due persone in fine: Se rifiuta d'ascoltarli, dillo alla chiesa.

Dobbiamo stare attenti se viene reso pubblico il comportamento disordinato del nostro fratello, del nostro ministro, o del nostro pastore, se prima non passiamo tramite le tre fasi. Inoltre dobbiamo stare attenti se prendiamo iniziativa contro, qualsiasi fratello, ministro, o pastore, se non abbiamo prove certe del loro comportamento possiamo essere seriamente giudicati da Dio. Guai se succedesse qualcosa del genere.

Dalla meditazione che abbiamo fatto fino adesso possiamo affermare che, nessuno una  mattina si alza per andare a “uccidere” o distruggere un ministro o un pastore quindi tutte le avvertenze fatte: STAI ATTENTO A COME AFFRONTI O PARLI CON L’UNTO DI DIO sono avvertenze intimidatorie inutili. Con la parola di Dio qualsiasi membro può richiamare all’attenzione senza aver bisogno di una maggioranza di membri o di altri intermedi, purchè ogni intervento come detto prima, sia fatto con sobrietà e timore di Dio.

Alcuni anni fa ho dovuto rimproverare un pastore (privatamente) con durezza dicendo a lui di vergognarsi per il suo comportamento …. Lui mi rispose alla fine delle sue “giustificazioni” STAI ATTENTO ALLA TUA ARROGANZA NEL MODO DI RIVOLGERTI SENZA COGNIZIONE DI CAUSA AI MINISTRI DI DIO … E’ naturale che questa sua risposta è stata intimidatoria nonostante ciò non mi ha scosso per niente, anzi sono sempre pronto a ribadire il mio richiamo nei confronti di chi agisce non consone alla parola di Dio.

Sia ben chiaro che, questo tema non deve essere una licenza libera per attaccare chiunque ma un consiglio equilibrato nell’agire verso il nostro prossimo al di la, della posizione che occupano nella società e nella chiesa.

Eliseo Paterniti

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