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Da
diversi anni ormai si convive con una situazione
politica molto dolorosa dove, personaggi corrotti
continuano a governare le nazioni approfittando
dell’immunità parlamentare.
Con
immenso dolore si riscontra in questi ultimi tempi che
tale attitudine viene adottata molto spesso nelle
chiese, ministri che insegnano alle chiese locali che il
pastore è l’unto di Dio quindi non deve essere “toccato”
anche se sta sbagliando, come dire una specie di
immunità ministeriale. Spesso citano il versetto
di 1 Samuele 24:6
Davide disse alla gente: «Mi guardi il SIGNORE
dall'agire contro il mio re, che è l'unto del SIGNORE, e
dal mettergli le mani addosso; poiché egli è l'unto del
SIGNORE».
Purtroppo non evidenziano i versetti antecedenti quando
Saul ha disubbidito all’Eterno. Samuele Si è espresso in
questo modo: 1Samuele 13:13
Rispose Samuele a Saul: «Hai agito da
stolto, non osservando il comando che il Signore Dio tuo
ti aveva imposto, perché in questa occasione il Signore
avrebbe reso stabile il tuo regno su Israele per sempre.
1Samuele 13:14
Ora invece il tuo regno non durerà. Il Signore si è
già scelto un uomo secondo il suo cuore e lo costituirà
capo del suo popolo, perché tu non hai osservato quanto
ti aveva comandato il Signore». Qualcuno dopo aver
letto insieme a me i versetti di 1 Samuele 13:13-14,
dirà: Dio si e’ usato dei profeti, nel caso di
Saul del profeta Samuele non era una semplice persona
del popolo. Devo dare atto che questo è vero,
altresì è vero che allora non esisteva la Bibbia scritta
come oggi quindi, Dio si usava per parlare tramite la
bocca dei profeti. Oggi noi abbiamo la Bibbia e quindi a
traverso di essa possiamo discernere quale è, il bene e
il male. Mediante la Bibbia, possiamo sapere come
dobbiamo comportarci, quindi chi non si attiene alla
Bibbia, chiunque ha il dovere di richiamare
all’attenzione chi sta infrangendo le parola di Dio. Non
c’è bisogno avere una certa carica nella chiesa per
richiamare e ammonire chi sta sbagliando. Come è vero
che Samuele non giudicò ma riferì quello che Dio gli
aveva detto di dire, oggi qualsiasi cristiano al di la
della posizione d’incarico comunitario non deve
giudicare ma mettere in evidenza al fratello che sta
camminando non in comunione con la parola di Dio di
riferire o meglio, ricordare l’ammonimento della parola
di Dio.
Che
significa i versetti 13 e 14 che abbiamo sopra letti?
DA QUEL MOMENTO PER DIO NON ERA PIU’ SAUL IL RE
D’ISRAELE quindi non era più l’unto di Dio, egli lo ha
lasciato solo a se stesso tanto è vero che Saul fece
tutto quello che dispiacque a Dio. Nonostante le
scritture non danno nessun cenno, (a mio parere
personale) sembra però che Davide non sapesse che Dio
aveva tolto il regno a Saul, per questa ragione Davide
si espresse come abbiamo letto in 1 Samuele 24:7. Non
dobbiamo dimenticare che lui comunque portava rispetto
ai membri della famiglia, Saul era suo suocero e quindi
comunque non gli avrebbe fatto nessun male, inoltre pur
sapendo che egli era stato scelto da Dio come nuovo Re
d’Israele non sembra che avesse tutta la premura a fare
qualsiasi azione per prendere la posizione di Saul.
Davide voleva aspettare i tempi di Dio.
Ripeto,
spesso si sente dire: Stai
attento come parli del pastore … perché è l’unto
dell’Eterno e ministro di Dio. Se sbaglia lui deve
rendere conto a Dio ma, tu non permetterti di giudicarlo
o contrastarlo!
Dobbiamo
dire che è stata seminata nella mente dei credenti una
certa paura intimidazione e soggezione usando
espressioni e testi biblici inappropriati, nel fra tempo
alcuni possono agire indisturbati permettendo alla
corruzione e ai compromessi di avanzare.
Analizzando il versetto di 1 Samuele
24:6 Davide in quella circostanza alcuni suoi
servitori gli avevano detto: «Ecco il giorno in
cui il Signore ti dice: (1 Samuele 24:5)
In realtà non sappiamo se questa espressione fatta
dai servi di Davide era veramente una loro sensazione
frutto dai loro sentimenti di ripugnanza nei confronti
di Saul oppure era veramente Dio che stava parlando.
Tuttavia sappiamo che, nessuno degli Israeliti si
permetteva di nominare il nome di Dio invano, ne tanto
più portare messaggi nel nome dell’Eterno se egli
veramente non aveva parlato perché Dio li uccideva.
leggiamo il versetto successivo: Vedi, metto nelle
tue mani il tuo nemico, trattalo come vuoi»
Sulla base di quanto leggiamo Davide era autorizzato da
Dio a uccidere o risparmiare Saul. Nonostante Davide fu
invitato a fare quello che avevano suggerito i suoi
servi lui si rifiutò.
Ritornando nel tema dei ministri in modo particolare dei
pastori, i versetti di 1Samuele che abbiamo appena
analizzati, non sono assolutamente abbinabili. Nessuno
si permetterebbe mai di fare alcun male ai pastori o
ministri ne tanto più ucciderli.
La
parola di Dio ci invita solamente di ammonire chi si
comporta disordinatamente chi non ha un’attitudine degna
di veri credenti al di la se sono semplici membri di
chiesa oppure ministri e pastori.
E’ vero
dobbiamo sottolineare che si deve portare
rispetto chi si affatica nell’opera di Dio, chi si
adopera per la conduzione della chiesa, chi si adopera
per l’insegnamento della parola, altresì è vero chi ha
un’attitudine non consone alla parola di Dio deve essere
ammonito per la buona testimonianza del vangelo e della
chiesa.
Analizziamo insieme 1Tessalonicesi 5:12 Fratelli,
vi preghiamo di aver riguardo per coloro che faticano in
mezzo a voi, che vi sono preposti nel Signore e vi
istruiscono Paolo si rivolge in questa sua
lettera alla chiesa di Tessalonica a tutti nessuno
escluso, continuiamo con la lettura in
1Tessalonicesi 5:13 e di tenerli in grande stima e di
amarli a motivo della loro opera. Vivete in pace tra di
voi. Credo che ci sia poco da meditare su questo
versetto vediamo il successivo 1Tessalonicesi 5:14
Vi esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati,
a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, a
essere pazienti con tutti. Se fate caso In
quest’ultimo versetto Paolo non si rivolge ai pastori o
ministri, anzi continua a rivolgersi alla fratellanza
compreso certamente ministri e pastori di ammonire i
disordinati. Cosa significa questo?
Qualunque fratello timorato da Dio che sia un ministro o
un semplice membro di chiesa, se nota un comportamento
disordinato non consone alla parola di Dio, quest’ultimo
è autorizzato a prendere dei provvedimenti di
ammonimento sia sul semplice fratello, sia su un
ministro o pastore senza avere paura di essere punito da
Dio per aver richiamato il “ ministro” o “l’unto di Dio”
Dobbiamo
comunque fare attenzione di osservare delle procedure
comandate da Gesù Matteo
18:15 «Se tuo fratello ha peccato contro di te, va' e
convincilo fra te e lui solo. Se ti ascolta, avrai
guadagnato tuo fratello;
Matteo 18:16 ma, se non ti ascolta, prendi con te ancora
una o due persone, affinché ogni parola sia confermata
per bocca di due o tre testimoni.
Matteo 18:17 Se rifiuta d'ascoltarli, dillo alla chiesa;
e, se rifiuta d'ascoltare anche la chiesa, sia per te
come il pagano e il pubblicano.
Queste
parole espresse da Gesù, ci comandano prima di rendere
pubblico il comportamento non sano del fratello che, si
deve passare tramite le due fasi. la prima è: va'
e convincilo fra te e lui solo il secondo è.
se non ti ascolta, prendi con te ancora una o due
persone in fine: Se rifiuta d'ascoltarli,
dillo alla chiesa.
Dobbiamo
stare attenti se viene reso pubblico il comportamento
disordinato del nostro fratello, del nostro ministro, o
del nostro pastore, se prima non passiamo tramite le tre
fasi. Inoltre dobbiamo stare attenti se prendiamo
iniziativa contro, qualsiasi fratello, ministro, o
pastore, se non abbiamo prove certe del loro
comportamento possiamo essere seriamente giudicati da
Dio. Guai se succedesse qualcosa del genere.
Dalla
meditazione che abbiamo fatto fino adesso possiamo
affermare che, nessuno una mattina si alza per andare a
“uccidere” o distruggere un ministro o un pastore quindi
tutte le avvertenze fatte: STAI ATTENTO A COME
AFFRONTI O PARLI CON L’UNTO DI DIO sono avvertenze
intimidatorie inutili. Con la parola di Dio qualsiasi
membro può richiamare all’attenzione senza aver bisogno
di una maggioranza di membri o di altri intermedi,
purchè ogni intervento come detto prima, sia fatto con
sobrietà e timore di Dio.
Alcuni
anni fa ho dovuto rimproverare un pastore (privatamente)
con durezza dicendo a lui di vergognarsi per il suo
comportamento …. Lui mi rispose alla fine delle sue
“giustificazioni” STAI ATTENTO ALLA TUA ARROGANZA NEL
MODO DI RIVOLGERTI SENZA COGNIZIONE DI CAUSA AI MINISTRI
DI DIO … E’ naturale che questa sua risposta è stata
intimidatoria nonostante ciò non mi ha scosso per
niente, anzi sono sempre pronto a ribadire il mio
richiamo nei confronti di chi agisce non consone alla
parola di Dio.
Sia ben
chiaro che, questo tema non deve essere una licenza
libera per attaccare chiunque ma un consiglio
equilibrato nell’agire verso il nostro prossimo al di
la, della posizione che occupano nella società e nella
chiesa.
Eliseo
Paterniti |