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Un ricercatore sostiene che in passato il Mar di Galilea era più freddo
Nel '92 spiegò scientificamente la divisione dei flutti davanti a Mosè
 

Studio Usa: "Gesù camminò
sul ghiaccio e non sull'acqua"

Migliaia di mail con insulti e minacce al sostenitore dell'ipotesi
 

<B>Studio Usa: "Gesù camminò<br>sul ghiaccio e non sull'acqua"</B>
Il professor Nof
durante una lezione


MIAMI - Un professore americano spiega il miracolo di Gesù che cammina sulle acque con un dato scientifico. Il Nuovo Testamento riporta che Cristo camminò sul Mar di Galilea, e il ricercatore dell'università della Florida ipotizza che ci sia una spiegazione logica: Gesù avrebbe in realtà messo i piedi su un pezzo di ghiaccio galleggiante. Il professor Doron Nof non è nuovo a proporre spiegazioni scientifiche dei fatti narrati nei testi sacri, perché negli anni '90 teorizzò che anche la divisione delle acque fatta da Mosè avesse una base verificabile.

Nof non è uno storico né un teologo, ma un professore di oceanografia. Il ricercatore ha annunciato ieri che c'è evidenza scientifica che il tipo di acqua e le condizioni climatiche del mare a Nord di Israele avrebbero potuto portare alla formazione di ghiaccio nel Mar di Galilea. Per esaminare le dinamiche di queste acque, Nof ha usato dati sul Mediterraneo e modelli statistici, che ha applicato poi alla zona in cui sarebbe avvenuto il miracolo, che gli israeliani chiamano "lago Kinneret".

Lo studio di Nof ha rivelato che tra 2600 e 1500 anni fa, periodo che include anche la vita di Cristo, ci furono temperature più basse. Un calo sotto lo zero potrebbe aver causato la formazione di ghiaccio in superficie, sufficiente a sostenere il peso di un uomo. Per gli osservatori dalla riva sarebbe stato impossibile vedere il blocco di ghiaccio galleggiante circondato dalle acque.

"Se mi chiedete se credo che qualcuno possa camminare sulle acque - ha dichiarato Nof - rispondo di no. E' possibile invece che qualcuno cammini su un pezzo di ghiaccio e mi limito a proporre questa spiegazione. Lascio ad altri la questione se il nostro studio possa o meno smentire il racconto biblico".


Quando, 14 anni fa, Nof sostenne che le condizioni del mare e del vento nel Mar Rosso potrebbero spiegare l'apertura dei flutti davanti a Mosè, il professore ricevette numerose mail di minaccia, anche se aveva dichiarato che la sua teoria in realtà accreditava l'espisodio biblico. Le mail di insulti e minacce si sono ripetute anche ora: Mi chiedono se adesso spiegherò la resurrezione", ha raccontato Nof.

(5 aprile 2006)

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Commento della redazione Paroladivita

Non c'è molto da spendere come tempo di fronte a un'ignoranza, ma che dico ignoranza, meglio definirla ottusità. Una persona che si definisce uno scienziato deve dimostrare la sua tesi non con teoria solamente ma con pratica. Il Grande Marconi non dimostro di essere uno scienziato solo con la teoria, anche con la pratica, e ancora oggi stiamo godendo il frutto del suo talento. Mi chiedo se questo "professor Nof" è così bravo da dimostrare il contrario di quello che testimoniano i racconti biblici, perchè non ci dimostra se è così bravo di camminare sulle acque del mare in tempesta ammesso che trovasse un pò di ghiaccio in superficie. Nessun caso storico ci racconta che in una tempesta di mare ci possa essere del ghiaccio.

  1. Perchè il luogo dell'episodio biblico non si trovava nel glaciale artico,ma nelle zone calde del medio oriente

  2. (Rif Bibblico) Matteo 14:22 Se le acque sarebbero diventate ghiacciate in superficie la barca dove si trovavano i discepoli di Gesù non avrebbe rischiato di affondare, perchè la stessa barca sarebbe rimastra incastrata in mezzo alla superficie ghiacciata. La storia ci racconta che Pietro scese dalla barca e cominciò a camminare sulle acque, quando lui ebbe paura cominciò ad affondare e Gesù lo tirò fuori. Quindi è chiaro che fino alla barca Pietro e Gesù arrivarono camminando e non nuotando.

Il caso di Mosè la divisione delle acque del mar rosso, qualsiasi processo si è venuto per creare per la divisione del mare una cosa va per scontato che all'ordine di Mosè (delegato da Dio) le acque si sono aperte, e nel secondo ordine si sono chiuse. Se questa non è potenza di Dio come la vorrebbe definire questo "professor Nof"?

Eliseo Paterniti

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