Il
Pontefice approva un testo dove Roma viene posta al di
sopra
Lo strale più forte contro i protestanti, "carenze" per
gli ortodossi
Documento
voluto da papa Ratzinger
"L'unica chiesa di Cristo è quella cattolica"
CITTA' DEL
VATICANO - Roma contro Lutero e la Riforma
per affermare il primato del Papa e della chiesa
cattolica sulle altre. Perché Cristo ha costituito
"sulla terra un'unica Chiesa", che si identifica
"pienamente" solo nella Chiesa cattolica e non nelle
altre comunità cristiane. E' quanto afferma il documento
"Risposte a quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la
dottrina della Chiesa" redatto dalla Congregazione
vaticana per la Dottrina della Fede, diffuso oggi dalla
Santa Sede e approvato dal Papa che ne ha ordinato la
pubblicazione.
Il testo è firmato dal Prefetto della Congregazione, il
cardinale William Levada, e dal segretario, monsignor
Angelo Amato e porta la data del 29 giugno, solennità
dei santi Pietro e Paolo, scelta, evidentemente, non a
caso. Come non a caso arriva una precisazione sul
Concilio Vaticano II: "Nel periodo postconciliare - dice
l'articolo - la dottrina del Vaticano II è stata
oggetto, e continua ad esserlo, di interpretazioni
fuorvianti e in discontinuità con la dottrina cattolica
tradizionale sulla natura della Chiesa: se, da una
parte, si vedeva in essa una 'svolta copernicana',
dall'altra, ci si è concentrati su taluni aspetti
considerati quasi in contrapposizione con altri. In
realtà - spiega la congregazione - l'intenzione profonda
del Concilio Vaticano II era chiaramente di inserire e
subordinare il discorso della Chiesa al discorso di
Dio".
Nel testo si legge anche che il Vaticano riconosce nelle
altre comunità cristiane non cattoliche, in particolare
nella Chiesa ortodossa, l'esistenza "numerosi elementi
di santificazione e di verità". Ma vi sono anche -
indica il documento della Congregazione per la Dottrina
della Fede pubblicato oggi - "carenze", in quanto tali
confessioni non riconoscono "il primato di Pietro",
ovvero del Papa di Roma. Tale primato - avverte tuttavia
la nota - "non deve essere inteso in modo estraneo o
concorrente nei confronti dei vescovi delle Chiese
particolari". Sì al dialogo anche con le chiese
"particolari" ma, afferma l'ex Sant'Uffizio, "perché il
dialogo possa veramente essere costruttivo, oltre
all'apertura agli interlocutori, è necessaria la fedeltà
alla identità della fede cattolica". Le comunità
protestanti, nate dalla riforma luterana del XVI secolo,
non possono essere considerate, dalla dottrina
cattolica, "chiese in senso proprio", in quanto non
contemplano il sacerdozio e non conservano più in modo
sostanziale il sacramento dell'Eucarestia.
"L'identificazione della Chiesa di Cristo con la Chiesa
cattolica - è quanto afferma in un'intervista monsignor
Angelo Amato - non è da intendersi come se al di fuori
della chiesa cattolica ci fosse un 'vuoto ecclesiale',
dal momento che nelle chiese e comunità ecclesiali
separate si danno importanti 'elementa ecclesiae'". "Il
volto nuovo della Chiesa - aggiunge - non implica
rottura ma armonia in una comprensione sempre più
adeguata della sua unità e della sua unicità".
Il segretario della Congregazione spiega anche perché
sia stato scelto, nel documento, lo stile delle domande
con risposte. "E' un genere - osserva - che non implica
argomentazioni diffuse e molto articolate, proprie ad
esempio delle Istruzioni o delle Note dottrinali. Nel
nostro caso invece si tratta di alcune brevi risposte a
dubbi relativi alla corretta interpretazione del
Concilio".
(10 luglio 2007)
La
Republica